Adolescenti e sostanze: quando la prima volta arriva troppo presto
L’uso di sostanze tra adolescenti è un fenomeno in crescita: riconoscere i segnali e favorire il dialogo può fare la differenza.
Data:
19 Agosto 2025
Negli ultimi anni si è abbassata sempre di più l’età del primo contatto con le sostanze. Oggi, molti ragazzi e ragazze iniziano a sperimentare l’uso di alcol, cannabis o altri tipi di sostanze già durante le scuole medie. Questo dato ci parla di una realtà che non possiamo ignorare: i nostri adolescenti accedono sempre prima alle sostanze e spesso senza essere pienamente consapevoli dei rischi associati.
La normalizzazione del rischio
L’uso di sostanze è percepito da molti ragazzi e ragazze come qualcosa “che fanno tutti”, un comportamento condiviso dal gruppo, utile per sentirsi accettati o per alleggerire il peso emotivo. Nella maggior parte dei casi non si tratta ancora di una dipendenza ma di un uso che può diventare problematico se non viene riconosciuto e adeguatamente affrontato. Il rischio più grande è proprio la sottovalutazione del rischio: si inizia “per gioco” o “per curiosità”, senza gli strumenti per gestirne le conseguenze o riconoscere i segnali d’allarme.
Un mix pericoloso: il poliuso
Un fenomeno sempre più diffuso tra gli adolescenti è il poliuso, cioè l’assunzione combinata di più sostanze (alcol, cannabis, farmaci, stimolanti, ecc.). Questo accade spesso nei contesti di socialità, come le feste, dove il mix viene proposto come più divertente o più efficace.
Il problema è che il corpo e la mente degli adolescenti sono ancora in fase di sviluppo e l’effetto combinato delle sostanze può avere gravi conseguenze sul piano psico-fisico: alterazioni dell’umore, difficoltà di concentrazione, calo del rendimento scolastico, comportamenti impulsivi o aggressivi e, nei casi più estremi, l’emergere di stati dissociativi. A volte chi assume sostanze non è neanche pienamente consapevole di cosa stia assumendo o di quali possano essere gli effetti dell’interazione tra le stesse.
Cosa possono fare i genitori
Non è facile parlare di questi temi con i propri figli, soprattutto quando si teme di essere giudicati o respinti, ma il dialogo rimane lo strumento più importante per costruire un ponte di fiducia.
Alcuni suggerimenti utili:
- Informarsi e informare, senza moralismi, ma con chiarezza e sincerità.
- Prestare attenzione ad eventuali segnali di disagio o cambiamenti improvvisi nel comportamento.
- Essere disponibili anche quando il ragazzo sembra chiudersi: il messaggio “ci sono” ha un valore enorme.
- Chiedere aiuto se si ha il sospetto che ci sia un uso problematico: rivolgersi a uno psicologo, uno sportello scolastico o ai servizi territoriali può fare la differenza.
Se sei un adolescente…
Se ti è capitato di provare una sostanza o se sei curioso e hai delle domande, sappi che non c’è nulla di sbagliato nel cercare risposte o sentirsi confusi a riguardo, ma ricorda che non sei solo. Parlare con un adulto di fiducia, un insegnante o uno psicologo può aiutarti a fare chiarezza e a capire meglio i tuoi bisogni.
La vera libertà non è fare tutto. È scegliere con consapevolezza e proteggere te stesso.
Questo articolo a scopo informativo è stato realizzato dalla Dott.ssa Giorgia Caprara, Psicologa Specializzanda in Psicoterapia cognitivo-comportamentale.
L’area tematica Uso vs dipendenza da sostanze èa cura della Dott.ssa Rosa Vitale, Psicologa Psicoterapeuta DSMPD Asl Frosinone.
Ultimo aggiornamento
19 Agosto 2025, 13:02
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